Forse molti sono rimasti sconcertati dall’acquisto in contemporanea di Cristiano Ronaldo e di Kakà, ma in realtà era già tutto pronto da almeno 6 mesi. Non ci credete, noi vi raccontiamo perché?
Negli ultimi due anni, l’ex presidente madrileno Ramón Calderón aveva promesso prima, e provato successivamente ad acquistare almeno uno delle due stelle, senza riuscirci mai, poi qualcosa cambiò. La data da ricordare è il 7 dicembre 2008, quando all’interno dell’entourage madrileno iniziano a circolare strane voci sull’illegalità della rielezione di Calderón. Alcuni iniziano a sostenere che il presidente abbia comprato, nel dicembre 2007, diversi voti per farsi rieleggere. La pressione diventa sempre più forte, sia la società che la dirigenza sono nell’occhio del ciclone. Tutto si culminerà con le ufficiali dimissioni di Calderón, nel 16 gennaio 2009. Ma nel frattempo si stava già muovendo qualcosa. Nel dietro le quinte, l’ingegnere e imprenditore Florentino Pérez, già ex presidente delle merengues fra il 2000 e il 2006, iniziava a programmare il nuovo corso del Real Madrid.
Non a casa proprio fra Dicembre 2008 e Gennaio 2009 succedettero delle cose curiose. Prima Cristiano Ronaldo registrava insieme alla Nike un nuovo marchi, quello di “CR9”, che sostituirà il precedente CR7, e successivamente durante il mercato di gennaio il Milan rifiutava un offerta faraonica proveniente da oltremanica per Kakà. Sembrerebbero due cose sconnesse, o meglio di poca importanza, ma in realtà sono il fulcro del nostro racconto.
Infatti, Cristiano Ronaldo era in realtà già stato promesso al Real Madrid, dopo la sessione estiva di mercato del 2008, dove il portoghese aveva espressamente richiesto a Ferguson di cambiare aria. L’allenatore scozzese si rifiutò, ed iniziò così un braccio di ferro fra il giocatore e i suoi procuratori contro la dirigenza dei Red Devils. Ferguson non sopportava l’insolenza del giocatore, e decise di tenerlo lontano dai campi per un po’ di tempo, motivando l’esclusione con un operazione precauzionale dovuta a dolori inguinali del giocatore. Fatto sta che Ronaldo saltò la preparazione e l’intero precampionato, rimanendo fuori dai campi per circa un mese. Ferguson pensò di avere la situazione sotto controllo, ma i risultati altalenanti del suo Manchester lo costrinsero a fare dietrofront richiamando la stella all’interno della rosa e accettando la richiesta di cessione a fine campionato. Nello stesso periodo (dicembre 2009) Pérez si muoveva per far firmare un pre-contratto sia al Manchester e sia al giocatore, per assicurarsi la cessione. Un tacito accordo, che riportò il Manchester alla conquista della Premier e ad un passo dalla Champions.
Stabilito l’acquisto di Ronado, Pérez si mosse per portare Kaká al Bernabeu. Se andassimo a rivedere tutto il corso di questa stagione 2008/09 di Kaká al Milan, potremmo certamente riscontrare un evidente malumore del brasiliano nei confronti della dirigenza. I motivi? Il continuo utilizzo anche quando il giocatore non era fisicamente pronto, e le considerevoli ricadute fisiche riportate durante il corso di tutto il campionato. Mentre Ancelotti decideva di tenerlo a riposo, la dirigenti spingeva per vederlo in campo, insieme a Ronaldinho e Pato. Più il Milan non riusciva ad ottenere i risultati sperati più il giocatore era costretto a scendere in campo stringendo i denti. Abbastanza clamoroso fu quando i fisioterapisti milanisti dichiararono Kaká infortunato, mentre il giocatore venne convocato da Dunga, allenatore della Seleção, che lo fece giocare titolare durante le qualificazioni al mondiale.
Il passaggio chiave avvenne a metà gennaio 2009. Il 16 dello stesso mese, a Madrid, si dimetteva ufficialmente Ramón Calderón dalla presidenza madrilena portando alla nomina di un presidente provvisorio e alle successive elezioni, con data in giugno 2009, con la possibile candidatura di Florentino Pérez. Il 19 gennaio, il Milan, sotto espressa richiesta di Kaká e del padre procuratore, rifiutò un offerta di circa 100 – 120 milioni fatta dal Manchester City. Tutti parlarono dell’amore del brasiliano per la maglia rossonera, dell’intervento provvidenziale del presidente Berlusconi, ma in realtà il passaggio del giocatore saltò a causa della semplice chiamata di Pérez al padre di Kaká che gli promise il passaggio al Real nel futuro giugno. Nei successivi mesi, Kaká non parlò più del suo futuro e si concentrò per portare il Milan alla Champions. D’altra parte in Spagna erano ormai certi del suo passaggio e quotidianamente venivano proposte nuovi sviluppi della trattativa, che come abbiamo visto alla fine, si è realizzata con successo.
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